“MOGLI E BUOI DEI PAESI TUOI” OVVERO: L’IMPORTANZA DELLA SAGGEZZA POPOLARE
Ettore inizia ad essere soddisfatto della propria vita, ma gli manca qualcosa: qualcuno con cui condividere sogni e lavoro, speranze e sacrifici. Esattamente 10 anni dopo la sua partenza, nel 1932, torna in Italia dalla famiglia e si ferma per un breve soggiorno. In una frazione vicino a Maggiolo,
Camincasca, abita la sua futura sposa,
sua cugina Emma Steccone, una ragazza
bellissima e più giovane di lui di ben 17 anni;
una ragazza a cui, prima di partire, aveva già fatto una promessa. Nonostante lo spirito coraggioso e l’ambizione, Ettore non perde l’attaccamento alla propria terra e conserva le radici e la cultura contadina, per questo, probabilmente, sceglie di chiedere in moglie una ragazza dei suoi luoghi, come sostiene il detto popolare “mogli e buoi dei paesi tuoi”.
Anche questa volta, Ettore compie la scelta giusta. La bella Emma si rivela nel tempo una moglie affettuosa, persona affabile, lavoratrice instancabile e grande sostenitrice del marito lungo la strada verso il successo. Tornati in America nel novembre del ’32 a bordo di una nave SS Rex, i coniugi Steccone si dedicano entrambi al
lavoro di portieri e lavavetri dividendosi i compiti: Ettore fa il portiere e lava l’esterno delle finestre, Emma lava l’interno e fa pulizie negli uffici e negli appartamenti. In questo modo si guadagnano da vivere e più tardi viene alla luce la figlia Diana.
L’IDEA VINCENTE: IL BREVETTO DEL MODERNO TERGIVETRO
Mentre svolge il suo mestiere di lavavetri, Ettore non è per niente soddisfatto degli attrezzi a sua disposizione, né del risultato ottenuto. In quel momento si utilizzano i pesanti asciugatori in metallo chiamati tergivetro “Chicago”, dalla città dove vengono prodotti, con l’aggiunta di spatole in setole di cinghiale e spugne naturali. Per Ettore non sono gli attrezzi giusti. Il tergivetro è pesante, ingombrante e scomodo, anche per via di numerose viti di fissaggio delle doppie pale in gomma. Il risultato non lo accontenta, in quanto l’attrezzo non asciuga le finestre a dovere e lascia inoltre delle righe se non si asciuga ulteriormente con una pelle di daino. E’ questo l’impulso che porta Ettore a studiare un nuovo attrezzo per una perfetta e veloce pulizia dei vetri.
Di giorno lavoro come portiere e di notte studia un nuovo attrezzo per l’industria lavavetri.
Quante notti insonni nel garage della casa di Oakland, insieme ad Emma, per perfezionare la loro invenzione!
Ettore ha frequentato le scuole soltanto fino alla 3° elementare, eppure sembra conoscere istintivamente la forma più adatta per uno strumento di lavoro leggero e facile da impugnare. Il suo nuovo “giocattolo” è un tergivetro leggero, con un’impugnatura in ottone lucido e una lama in gomma affilata e facilmente sostituibile. Ora Ettore possiede un progetto e mentre perfeziona il suo strumento di lavoro nel garage di Oakland, lo usa anche sul lavoro facendolo provare ai suoi colleghi.
La sua invenzione è pronta e di li a poco avrebbe rivoluzionato l’industria della pulizia dei vetri. A questo punto, dopo tante notti di lavoro,
Ettore può finalmente chiedere il brevetto, che ottiene nel 1936. Inizialmente decide di chiamare il suo nuovo attrezzo “New Deal”, in onore della politica che Franling D. Roosevelt sta attuando per migliorare la vita degli americani.
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